Buongiorno, esempio di fair play: gesto che richiama valori (quasi) scomparsi nel calcio
Alessandro Buongiorno ha molto da insegnare alle future generazioni che si avvicineranno al mondo del calcio, non solo per le sue qualità tecniche, ma anche per la straordinaria professionalità.

Ha molto da insegnare alle future generazioni che si avvicineranno al mondo del calcio, non solo per le sue qualità tecniche, ma anche per la straordinaria professionalità. Alessandro Buongiorno incarna quei valori che, nel calcio moderno, stanno lentamente scomparendo.
In campo regala prestazioni sontuose, spesso meritevoli di un 7 in pagella o più, dimostrando di essere un difensore intelligente, capace di leggere il gioco e di non farsi mai superare nei duelli. Sebbene Juan Jesus lo abbia sostituito egregiamente, il suo ritorno ha evidenziato quanto il Napoli guadagni in solidità difensiva con la sua presenza. Non è un caso che Antonio Conte abbia affermato che, un giorno, sarà lui a indossare la fascia da capitano, affidandogli così una responsabilità di grande prestigio.
Ma Buongiorno non è solo un leader per le sue qualità tecniche: il suo spirito sportivo lo rende un esempio da seguire. Lo ha dimostrato nel match contro l'Inter con un gesto di autentico fair play, di cui ha parlato in conferenza stampa: "Sono andato a scusarmi con Lautaro? Sì, perché involontariamente gli ho dato una manata e volevo assicurarmi che stesse bene. Mi ha chiesto se stesse sanguinando, gli ho risposto di no, ci siamo dati il cinque e abbiamo ripreso a giocare".
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